Pranzo domenicale da Il proprietario. Nella suggestiva cornice dell’ex locanda del paese, rimessa a nuovo da Francesco il Francescano, l’Assessore all’edilizia, cultura, giovani, chicheles, chichenonles e varie e eventuali è il primo ad attaccare le patatine. Quelle bianche, non quelle altre salatissime, che verranno prese di mira dall’E-bay Runner Disegner. La conversione al francescanesimo è convinta. Illuminato sulla via di Gallipoli, Il proprietario sposa la linea dell’austerità: ma a che servono i caloriferi? Si sta meglio senza. Amen.

Via alle tartine, personalmente evito con cura quella al cavolfiore, se la cuccherà la Dianazza. Salumi a volontà. Ottimi grissini e crostini. Poi le lasagne e i cannelloni di Teotti, ma non li ha fatti lui, vergogna, ma anche meglio così dai. L’Assessore inizia a chiedere a Il proprietario una frusta. In una fredda domenica di maggio, inizia ad aleggiare l’ombra del sorbetto dell’Assessore. Ma non è ancora giunta l’ora. Prima si taglia la buonissima torta salata della Barbi, e il Francescano riversa qualche badilata di insalata di riso nel piatto dei più disattenti. Gino è il più colpito. Io, che pure mi ero distratto, ricorro al classico travaso. Ovviamente nel piatto del Francescano…. (Leggi il resto…)