Libera espressione, solo per il capo!
Provate a dire ora che l’Italia non è un regime!
FATECI USCIRE! (il Manifesto, 24/09/08).
UNA NUOVA EMERGENZA BUSSA ALLE NOSTRE PORTE. Ha qualcosa di simile alle tante dei nostri 37 anni di vita, perché sempre di bilanci in rosso si tratta. Ma è molto diversa da tutte le altre che l’hanno preceduta, perché stavolta non si tratta di raccogliere i soldi per sopravvivere ma di trovare le risorse per una battaglia di libertà che non riguarda solo noi. Quello che ci assumiamo e a cui vi chiediamo di partecipare è un compito tutto politico. I tagli ai finanziamenti per l’editoria cooperativa e politica non sono misurabili «solo» in euro, in bilanci che precipitano nel rosso, in giornalisti e poligrafici che rischiano la disoccupazione. Sono lo specchio fedele di una «cultura» politica che, dall’alto di un oligopolio informativo, trasforma i diritti in concessioni, i cittadini in sudditi. Non sarà più lo stato (con le sue leggi) a sostenere giornali, radio, tv che non hanno un padrone né scopi di lucro. Sarà il governo (con i suoi regolamenti) a elargire qualcosa, se qualcosa ci sarà al fondo del bilancio annuale. (Leggi il resto…)

ba80 12:32 pm on Settembre 24, 2008 Permalink | Fare il login per replicare
Una bella iniziativa sulla libertà di informazione collegata ad una raccolta fondi per il manifesto ce la impedisce qualcuno? Cominiciamo a pensarci! Sarebbe bello avere in Valle la Rossanda… Bello e impossibile?
Matteo 2:03 pm on Settembre 24, 2008 Permalink | Fare il login per replicare
Ebbrava Barbara! Io già lo stavo pensando… come scrivemmo su un L.U. di qualche anno fa (vien da dire che abbiamo una certa dipendenza dalla carta stampata) nothing is impossible!
manu1984 12:37 pm on Settembre 27, 2008 Permalink | Fare il login per replicare
mi permetto di inoltrarvi la mail che andrea ha scritto al manifesto, e che è stata, a sua insaputa, pubblicata sul manifesto del 26 settembre. allego anche risposta. questa è una lotta di civiltà, su cui vale la pena spendersi. baci
Cara redazione milanese del Manifesto,
sono un assegnista di ricerca dell’Universita’ di Milano Bicocca.
Vi leggo ogni giorno fin dai primissimi anni del liceo. Non riesco ad immaginarmi una mattina senza il vostro giornale, che considero parte (una parte importante) della mia formazione civile e politica, e vorrei dire anche sentimentale.
In questo momento di difficolta’ vi daro’ il supporto economico che e’ nelle mie possibilita’: scarse, devo ammettere, essendo io uno dei tanti precari della ricerca in Italia.
Ma vorrei anche dirvi che, qualunque iniziativa intendiate intraprendere nelle prossime settimane, se posso essere di un qualche aiuto, posso mettere a disposizione della causa del Manifesto anche parte del mio tempo, oltre al poco denaro che versero’ nei prossimi giorni.
Auguro a voi, e dunque a me, un sereno futuro.
Con sincero affetto e gratitudine,
Andrea Tartari
Ciao Andrea,
sono Mariangela, della redazione milanese del manifesto. intanto grazie,
non sai che piacere fanno le vostre mail!
La situazione in effetti è critica, e sarebbe un peccato perdere il
manifesto. Lo dico da lettrice prima che da redattrice (soprattutto, non
giornalista). Alla fine, io forse sono la più giovane del giornale, sono
qui da neanche un anno ma il manifesto è parte della mia vita da sempre.
Da quando ero una ragazzina e vivevo nella fiorente provincia del
nord-est, a quando mi sono trasferita a milano carica di aspettative. Per
non parlare dei lunghi anni all’università, passati a far tutti i
lavoretti immaginabili, dalla barista alla commessa…Poi è arrivato il
manifesto, senza raccomandazioni e senza master in giornalismo che non mi
sarei potuta permettere. La mia storia al manifesto è breve, ma per me è
bellissima. Ed è sentimentale, come diresti tu, oltre che politica e
culturale.
Grazie per la tua disponibilità, ora stiamo cercando di organizzare
qualche cena e qualche concerto, vi faremo sapere! se ti viene qualche
idea brillante fatti vivo, ogni suggerimento è necessario!
Ciao! mari