Colombia – 03.7.2008
Liberazione Betancourt: le reazioni di Usa, Francia, Onu e dell’America Latina
Iniziano a fioccare da tutto il mondo le reazioni alla notizia della liberazione della Betancourt e degli altri quattordici ostaggi.
 Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha telefonato ad Alvaro Uribe per congratularsi per la liberazione della Betancourt e degli altri ostaggi, tra cui tre cittadini Usa, dicendogli che “è un leader forte”. Anche il Segretatio di Stato Usa, Condoleezza Rice, ha espresso “grande gioia” per il rilascio degli ostaggi e ha chiesto alle Farc l’immediata liberazione di tutti gli altri prigionieri ancora nelle loro mani.
Il presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha giocato un ruolo importante nella liberazione della Betancourt, ha chiesto ai guerriglieri colombiani delle Farc di “interrompere la loro battaglia assurda e medievale” e ha affermato che la Francia è “pronta ad accogliere i membri delle Farc che rinunciano alla lotta armata e a prendere innocenti come ostaggi”.
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, che ha espresso “grande soddisfazione” per la liberazione di Ingrid Betancourt, ha chiesto alle Farc “di liberare immediatamente e senza condizioni tutti gli altri ostaggi e di impegnarsi in un dialogo con le autorità per porre alla violenza che ha afflitto la Colombia così a lungo”.
Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha telefonato al suo omologo colombiano Alvaro Uribe per felicitarsi della liberazione della Betancourt, ma non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche. Un comunicato del suo governo esprime “grande gioia per il felice evento” e chiede alle Farc “di liberare gli ostaggi che sono ancora in loro potere”.
Il governo dell’Ecuador, in crisi con la Colombia dopo l’attacco colombiano a una base delle Farc in territorio ecuadoriano lo scorso primo marzo, ha espresso la sua “soddisfazione” per la liberazione degli ostaggi ma ha detto che “è un peccato che non sia successa nel quadro di un processo di pace, perché è quello che il mondo sta aspettando”.
Il presidente boliviano Evo Morales, non in ottimi rapporti con il governo colombiano di Uribe, si è congratulato per la liberazione degli ostaggi che ha definito un fatto “importantissimo per la ricerca della pace” e ha inviato un messaggio alle Farc: “Non siamo più ai tempi della lotta armata, bensì delle lotte democratiche per la liberazione dei nostri popoli”.
Il presidente brasiliano Luis Ignacio Lula Da Silva ha espresso in un comunicato la “soddisfazione per questa notizia che era così attesa dalla comunità internazionale” e “la speranza che questo sia un passo importante verso la liberazione di tutti i sequestrati e la riconciliazione di tutti i colombiani”.
La presidente argentina Cristina Kirchner ha dichiarato che la liberazione degli ostaggi rappresenta “una vittoria della vita e della libertà” e ha ricordato il suo “impegno per questa causa”, poiché insieme al marito e predecessore Nestor Kirchner aveva partecipato ai tentativi di mediazione sponsorizzati da Chavez.
La presidentessa cilena Michelle Bachelet ha detto che l’operazione militare che ha ridato la libertà ai sequestrati dalle Farc costituisce “un successo della democrazia, della pace e della libertà”, aggiungendo che aveva parlato al telefono con Uribe: “Gli ho trasmesso personalmente le congratulazioni del governo del mio paese”.