Sciamano malato, Festivalbar morto.

Quest’estate niente Cornetto Algida inframezzato dalla musica. Niente cartoline della meravigliosa città che ci ospita. Niente Arena di Lignano Sabbiadoro. Niente Salvetti (non inteso come Mario, ma come patron). Niente girasole. Niente terribile compilation blu. In una parola: niente Festivalbar.

Mentre lo Showmano sembra tirare gli ultimi (quest’anno in Valle il nome più noto è del calibro di Stefano Masciarelli), er Festivalbar è proprio morto. Forse per sempre. O forse l’anno prossimo resusciterà. Non che lo guardassi molto negli ultimi anni, anzi forse l’anno scorso non l’ho proprio guardato. Però insomma è un pezzo di infanzia. Di adolescenza.

Come dimenticare il video tutto bianco e azzurro di Pino Daniele “Amore senza fine”? O il naso di Amadeus alle prime armi? La nebbia agli irti colli di Fiorello? E quando De Gregori sdoganò il Festivalbar (o si sputtanò definitivamente, a seconda dei punti di vista) con i suoi pezzi di stella pezzi di costellazione?

michè